Un primo bilancio tra sperimentazione, comunità e nuovi spazi per la cultura
Dal 19 al 21 marzo 2026, la città digitale sviluppata dal progetto VERSE – Creare reti nel metaverso ha ospitato NEXT STAGE – VERSE Festival for Arts in the Metaverse, tre giorni di programmazione che hanno trasformato il metaverso in uno spazio vivo di produzione culturale, incontro e sperimentazione.
Un primo appuntamento che non è stato solo un festival, ma un vero e proprio momento di attivazione della città delle arti nel metaverso, in cui contenuti, pratiche e relazioni hanno iniziato a prendere forma all’interno di un ambiente condiviso.
Una città abitata: i numeri del festival
I dati restituiscono con chiarezza la dimensione dell’esperienza.
Durante i tre giorni di festival, la piattaforma ha registrato più di 1600 visualizzazioni complessive, di cui più di 1000 all’interno delle case private – gli spazi curati dalle organizzazioni – e oltre 600 nell’agorà centrale, cuore pubblico della città.
Numeri che raccontano non solo una partecipazione significativa, ma anche una modalità di fruizione distribuita, in cui il pubblico si è mosso tra ambienti diversi, costruendo percorsi personali all’interno del festival.
A questi si affiancano altri elementi chiave:8 realtà culturali coinvolte, 3 giorni di programmazione e oltre 30 eventi tra performance, mostre, talk, proiezioni, workshop e momenti di ascolto condiviso. Un insieme che restituisce la complessità e la ricchezza di un palinsesto pensato non come sequenza lineare di appuntamenti, ma come ecosistema da attraversare.
Un festival diffuso tra linguaggi e formati
NEXT STAGE ha proposto un programma capace di mettere in dialogo linguaggi diversi, esplorando il metaverso come spazio di produzione culturale.
Le arti performative hanno trovato una nuova dimensione attraverso esperienze come FEEDBACK#43 di Arti Sinespazio 3.0, in cui corpo e tecnologia entrano in relazione, e +Erba: A Forest in the City di TPO, che ha reso possibile assistere in tempo reale a uno spettacolo internazionale all’interno della città digitale.
Accanto a queste, il festival ha ospitato mostre immersive e progetti espositivi capaci di interrogare il rapporto tra memoria, identità e tecnologie, come Sguardi in progress: l’archivio nel metaverso sviluppato da Università degli Studi di Pavia – Officine Creative o la residenza artistica NUCLEO – Mentorship Residency di Club Silencio, dedicata alle pratiche contemporanee tra arti visive, intelligenza artificiale e ambienti immersivi.
Le installazioni e i progetti curati da Materia Creativa hanno ampliato ulteriormente il campo, mettendo in relazione arte contemporanea, narrazione e ricerca, mentre le Community Listening Sessions di Jazz:Re:Found hanno trasformato l’ascolto musicale in un’esperienza condivisa.
Il programma ha incluso anche momenti di partecipazione attiva, come il workshop Don Chisciotte – Atto I de I Signori Delebili Pennarelli, e esperienze interattive come la caccia al tesoro proposta da Teatro Koreja, contribuendo a costruire una dimensione di coinvolgimento diffuso.
Un ecosistema culturale in costruzione
A rendere possibile NEXT STAGE è stata la collaborazione tra le organizzazioni che stanno contribuendo alla costruzione della città nel metaverso: Università degli Studi di Pavia – Officine Creative / Sguardi Altrove, Club Silencio, Materia Creativa, Arti Sinespazio 3.0, TPO, Jazz:Re:Found, Teatro Koreja e I Signori Delebili Pennarelli.
Realtà diverse per linguaggi, pratiche e pubblici, che nel festival hanno trovato uno spazio comune di sperimentazione, dando forma a un ecosistema culturale condiviso in cui le tecnologie immersive diventano strumento per attivare nuove relazioni tra artisti, istituzioni e comunità.
Oltre il festival: una prima attivazione del progetto VERSE
NEXT STAGE rappresenta un primo passaggio concreto nel percorso del progetto VERSE – Creare reti nel metaverso, realizzato da Fondazione Piemonte dal Vivo, Fondazione LINKS e AssociAnimAzione, e finanziato nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU.
Più che un punto di arrivo, il festival si configura come una fase di test, in cui la città digitale è stata abitata per la prima volta in modo esteso, permettendo di osservare comportamenti, modalità di fruizione e dinamiche di partecipazione. I dati raccolti e le esperienze attivate diventano ora strumenti utili per immaginare i prossimi sviluppi.
Una città da continuare a costruire
Quello che emerge da NEXT STAGE è soprattutto una domanda aperta: come può il metaverso diventare uno spazio reale di produzione culturale?
Il festival ha mostrato che è possibile costruire ambienti in cui arti, tecnologia e comunità si incontrano, ma anche che questo processo richiede tempo, sperimentazione e confronto continuo tra soggetti diversi.
In questo senso, la città immaginata da VERSE non è un luogo finito, ma un processo in evoluzione, che continuerà a svilupparsi attraverso nuove progettualità, collaborazioni e momenti di attivazione.